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2026
DE FRATERNITATE
Indolente l’oracolo,
si scioglie da suoi doni,
e inoperoso lui—
unitamente,
il dover suo, celibe
invece lo sguardo,
terra e terra
sopra le visioni.
Chissà se l’invisibile
resterà tale, o narrerà
bufere. Quale lingua,
per ciò che non si vede?
Uomo d’altrove, resta qui
con ogni tua memoria,
infante del mese d’aprile
educato dai flutti.
Non sai se laggiú
ti dicessero figlio—
ci son cose che
non puoi imparare
ricordando.
Infanzia, innocente
di sue pene—
nessun’opera
sia mai adulta.
Nanni Cagnone
così che quando fiammeggia
più esposto
ultimo cielo
(se dire
è come avvenire
nelle tue braccia perire)
ancora una volta
la calza è rovesciata
nella bella trama
amante ricaduto
mentre torna
l’inizio mai finito.
Angelo Lumelli
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