Perché Napoli?


 

 

Vorrei andare oltre il nostro bisogno di consolazione, forse mai raggiunto ma a cui, più o meno cosciente, ho egoisticamente aspirato.

Innanzi tutto è una domanda:

“cosa accade, come reagisco se mi metto in difficoltà ?”

Perchè Napoli? Da tempo la mia ricerca trovava spontaneo sviluppo in un contesto naturale, ancestrale, privo dell’umana presenza. Napoli,città vibrante d’umanità e la scelta di lavorare anche con il colore, divengono la messa in gioco.

Non mi sento forte di nulla; è forse ciò un male?. Così agendo nulla è scontato, assunto a verità. Così come il dolore, il dubbio cresce più profondo.

La qualità dell’ascolto nel momento che precede la fotografia mi solleva.La concentrazione nell’abbandono del giudizio, dell’altrui responsabilità, del dovere la determina.

Solo libero dall’aspettativa “l’intorno” si manifesta ed è impossibile, in questo stato, non commuoversi davanti all’albero,ad una nuvola, o ascoltando un suono della natura.

 

“ a me che può servire questo vivere?

a dire a dire a dire

a dire che non serve questo dire se non per dire che

diremo ancora”    (Giuliano Mesa)

 

una necessità che risponde alla necessità, interrogandola

La mia fotografia non testimonia nulla se non una intima scoperta.