Buio

 


 

 

Quando il paesaggio è ispirazione; è tensione: verso l’altro e verso l’alto. Il luogo naturale, il territorio non antropizzato, crudo e vitale, è attraversato, lambito e toccato da uno sguardo che abbraccia l’atmosfera magica e cupa, secca e nebulosa della terra di Sardegna nel mese d’ottobre. Ma il dove poco importa se il significato è raccolto nella contemplazione, nel cammino esplorativo, nell’idea di ascolto del mondo – ascolto dell’uno (il ) e dell’altro (da ) –. La natura selvaggia è manifestazione di forze ed energia, è campo d’azione di chi, autore e fotografo, uomo e pellegrino, insegue la relazione e, accedendo a essa, ne registra il continuo fluire.

Pietro Bologna costruisce un libro fatto di 27 stampe fotografiche originali; un’opera unica alla quale destina il risultato della propria esperienza e alla quale affida, nella costruzione narrativa, il senso del viaggio (e l’emersione del reale e del sentimento). Il libro risulta essere, al contempo, oggetto e testimonianza, veicolo e fine; grazie a esso si costringe l’osservatore (e il lettore) a una relazione personale e riservata, a uno sguardo unico, sempre diverso e attuale.


Libro, in unica tiratura, con stampe ai sali d’argento (303x303mm)

Pietro Bologna, con quest’ultimolavoro decide di compiere un passo ulteriore e di progettare un’istallazione; con l’amico Lorenzo Brusci (sound designer), dà vita a un percorso integrato che ammette la visione e l’ascolto nell’intenzione di organizzare una realtà collegata al contesto espressivo/espositivo e di condensare in un unico contenitore/amplificatore le molteplici esperienze. L’opera, dunque, risulta forma e spazio; essa vive nell’ambiente e da esso, in parte, ne trae sostegno. A un video di grandi dimensioni – con il lento e continuo flusso della proiezione sulla parete – si affianca un’opera sonora, elaborata per l’occasione da Lorenzo Brusci, che attraversa l’ambiente e crea dei fronti e delle cesure. Al lato opposto della grande sala (e della proiezione), su un leggio è riposto il libro fotografico aperto a chi, curioso e attento, ne saprà cogliere lo spirito e l’invenzione.

Giovanni Pelloso


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