Attraverso


Ho sognato un angelo, che un piccolo angelo era sceso dai cieli e aveva preso un treno. Si è fermato in una città, qui ha camminato, vagando, un tempo.

Ed è risalito e ridisceso più volte, senza giudizio, e così continuerà.

Non ha bisogno d’amare, ha vergogna d’amare ciò che già ha amato. La ripetizione è un’offesa e la sua espressione un ricordo mancato. E così già non esiste passato, futuro, neppure il presente, ma un presente, un adesso.

 

Lavoro composto da trenta immagini, stampe a contatto del rullo 120, da esporsi su un’unica linea. A ricordare un lungo piano sequenza cinematografico.